India il nostro viaggio

India il nostro viaggio

Il mio viaggio inizia da qui: Nuova Delhi


La città mi ha accolto con una temperatura di quasi 30° ma il caldo secco mi ha aiutata a non soffrire troppo. 


La visita è iniziata con la parte diplomatica della città, con le sue ambasciate, il parlamento ed è poi proseguita con la porta dell’India, la “tomba” di Gandhi e infine il complesso di Qutb, un luogo sacro che mi ha trasmesso un piacevole senso di pace.


Ma la vera meraviglia è la gente! Un popolo cordiale e molto affascinato dal nostro essere occidentali: per l’intera giornata è stato un continuo gioco alla fotografia: io, affascinata da abiti e occhi penetranti delle donne, chiedevo loro uno scatto e loro, attirare dai miei colori e dal mio abbigliamento poco orientali, facevano a gara per scattare un selfie! 

Non riuscirò sicuramente a trasmettervi i profumi che ho sentito oggi, nemmeno a farvi provare la sensazione di calore dall’alta temperatura e l’emozione e il divertimento scaturito dall’incontro con questa popolazione … ma vi lascio qualche scatto, affinché possiate immaginarlo almeno un po’ 
Domani si sfoglierà un’altra pagina di questo libro chiamato India.

 

Dopo poco più di un’ora di volo (e innumerevoli ritardi e cancellazioni che qui in India sono un rituale ?‍♀) sono giunta ad Amritsar, la città religiosa dello stato del Punjab, a pochi km di distanza dal Pakistan.

Il tempio d’oro è il centro più importante per i Sikh ed è aperto a tutti, senza alcuna discriminazione. 
Per entrare basta togliersi le scarpe, coprirsi la testa.

Appena si arriva in cima alle scale si resta abbagliati dall’imponenza e la maestosità del bagliore di oro che ci si trova davanti improvvisamente . una sensazione che non si può descrivere e a cui forse non si e’ preparati. A mio parere… il tempio d’oro da solo vale tutto il viaggio.

La notte il fascino di questo tempio incantevole acquista ancora più profondità. La confusione diminuisce, le cupole si riflettono nell’acqua simile a uno specchio e alle 22  una processione rituale accompagna il Guru Granth Sahib a riposare nell’Akal Takht, per poi tornare sul trono dell’Harmandir.

Sono tornata al tempio  di mattina e la luce del sole mi ha regalato uno spettacolo meraviglioso!

Migliaia di fedeli avvolti in tele multicolore: le donne nei loro magnifici abiti dai colori accesi e dai mille lustrini e gli uomini con il capo coperto dai turbanti, tutti raccolti in preghiera, in pellegrinaggio verso il tempio che potrebbe essere paragonato alla Mecca per i musulmani, al Vaticano per i cristiani e via dicendo. C’erano fedeli raccolti in preghiera col capo chino al pavimento, altri impegnati in abluzioni nelle acque del lago, altri ancora sdraiati sul pavimento in cerca di riposo dopo la notte trascorsa a pregare.


E poi la grande scoperta e il vero brivido, ho potuto ammirare la più grande cucina al mondo! Che coincide anche con la più grande opera di carità che abbia mai visto.


Ogni giorno, tutti i giorni dell’anno, migliaia di volontari preparano e servono cibo alle migliaia di fedeli in pellegrinaggio. Tutto gratuitamente!


E così mi sono ritrovata in fila per ricevere il vassoio, poi le posate, la ciotola, il bicchiere e persa in un mondo di rumori, colori, suoni, preghiere e profumi.

 
Mi sono addentrata tra i pentoloni giganti in cui bolliva il riso, mi sono seduta con le donne a sbucciare e tagliare le patate, ho impastato e cotto il pane … e ho visto il più grande lavandino dove confluiscono i piatti sporchi e file di donne e uomini lavarli a catena.

 
Toccante, impressionante, incredibile, emozionante … una delle situazione più vere che abbia mai vissuto

 

Nel pomeriggio di ieri, dopo un’ora di volo e 6 ore di bus sono giunta nel magico Rajasthan.


Il Rajasthan è lo stato più grande dell’India, confina con il Pakistan, territorio dominato da diversi regni che hanno lasciato la loro testimonianza negli splendidi palazzi d’epoca: i palazzi dei Maraja!
Ecco le esperienze imperdibili :

  1. La visita alla fortezza di Amer, costruita su una collina vicina alla città nel 600 da un principe rajput
  2. La scoperta dei segreti della tessitura a mano: le tecniche mi hanno lasciato a bocca aperta!
  3. Dulcis in fundo la cena nel palazzo di un maraja, a 45 km di distanza dalla città. un grande palazzo orientale (per capirci stile arabo), in cui siamo stati accolti da rulli di tamburi e paggi che gettavano petali di rose al nostro passaggio . 
    di fronte ad una grande scalinata
    D’improvviso nel buio sono scoppiati i fuochi d’artificio e quando l’ultimo si e’ spento, il palazzo si e  illuminato d’improvviso! 
    Infine siamo stati  accompagnati sulla terrazza dove è stato allestito il buffet, le candele e le luminarie che cingono le mura regalano un’atmosfera soffusa e permettono di ammirare le stelle. E  uno spettacolo di danza locale . una location stupenda che si presta per matrimoni , convention o per qualsiasi altro evento vogliate lasciare qualcuno a bocca aperta

Visita alla città di Jaipur, detta città rosa per il Classico colore delle case: l’ingresso al museo della città mi ha permesso di immergermi nella storia dell’epoca coloniale.

Nel palazzo del Maraja stavano allestendo la location di un evento nuziale … della figlia di un signore facoltoso … vi lascio immaginare l’opulenza!


Poi ho assistito ad una celebrazione religiosa in un tempio induista: mi sono mescolata alla folla e ho gioito e alzato le mani come i fedeli che lo gremivano (l’emozione è stata forte anche se, non capendo nulla di ciò che dicevano, l’impressione era quella di essere in un grande stadio e assistere ad un concerto).

Ho anche assistito alla preparazione delle corone di fiori e passando nel souk tra le bancarelle ho scoperto il kit per la vestizione dei loro dei ?


Nel primo pomeriggio, a malincuore, ho lasciato il Rajastan e lungo il percorso mi sono fermata ad ammirare la meravigliosa architettura di un pozzo-palazzo nella località di Abhaneri: una cosa mai vista e forse non esiste nemmeno cosa simile in altro luogo al mondo!

 
La mia giornata si è conclusa con la cena e il pernottamento in un palazzo di un Maraja che non solo ospita la sua residenza privata ma è composto da un’ala riservata all’hotellerie
sembrava di essere catapultata  in un’altra epoca …

Po questa mattina mi sono messa in marcia verso Agra, con una sosta al forte di Fatehpur Sikri che racchiude una delle moschee più grandi al mondo e poi al Forte rosso di Agra.

La grande emozione, nemmeno a dirlo, è stato l’ingresso  al Taj Mahal, una delle 7 meraviglie del mondo! 
L’aria che si respira in questo luogo è come sospesa, il silenzio regna nonostante le migliaia di visitatori, sembra impossibile eppure riesci a ritagliarti il tuo angolo di meditazione tra tanta gente e in così tanta maestosità.

Taj Mahal

Taj Mahal

Anche oggi i km e le emozioni non sono mancati! 

Sveglia all’alba e partenza per la stazione di Agra: oggi si raggiungerà Gualior in treno ?
Gran parte della giornata è stata dedicata alla visita del forte ubicato su di una roccia isolata che domina la sottostante città di Gwalior e comprende diversi edifici storici.

Si tratta di uno dei più grandi forti dell’India e la sua immagine è stata utilizzata per l’emissione di un francobollo commemorativo da parte delle Poste Indiane.

Gli storici hanno potuto stabilire che venne costruito nell’VIII secolo. Il Forte e la città hanno avuto una grande importanza della storia dei regni dell’India del nord. Si narra che l’imperatore Mogul Babur (1483–1531) lo descrisse come “La perla nella collana dei forti dell’India“.

Al Forte viene spesso dato l’epitoto di “Gibilterra dell’India’, a seguito della vista panoramica sulla città che si gode dalla sua cima. 

Tour dell'India - Il Triangolo d'Oro